La conoscenza del cibo

MIGLIO

L’IMPORTANZA DELLA CONOSCENZA DEL CIBO SENZA SACRIFICARE IL PROPRIO GUSTO PER RAGGIUNGERE IL PROPRIO BENESSERE PSICO-FISICO PER NON ESSERE DIPENDENTI DAI FARMACI E DAL CIBO

PROF. RENATO DE MAGISTRIS

Il miglio è una miniera di micronutrienti: una porzione soddisfa più del 50% del fabbisogno giornaliero di magnesio e quasi il 30% di quello di ferro.

Storia e botanica del miglio

Il miglio (Panicum miliaceum L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Graminaceae, come frumentoorzo e farro. In Europa è diffuso sin dall’epoca preistorica, anche se la sua coltivazione, soprattutto in Italia, è andata diminuendo nel corso degli anni. Ad oggi, infatti, il miglio è destinato prevalentemente all’alimentazione dei volatili, anche se recentemente il potenziale di questo cereale è stato rivalutato per la sua capacità di resistere a condizioni climatiche avverse e le ottime caratteristiche nutrizionali.

Si presta infatti ad essere utilizzato per molte preparazioni come zuppe e gnocchi, oppure per primi piatti caldi o freddi, in sostituzione del riso. In commercio si trova prevalentemente la versione decorticata, i cui chicchi sono stati privati del tegumento più esterno per facilitarne la cottura, a lieve discapito del contenuto di fibra.

Aspetti nutrizionali del miglio

Come tutti i cereali, il miglio è composto prevalentemente da carboidrati complessi, ma presenta comunque un buon apporto di proteine e di fibre. Essendo inoltre privo di glutine, è ideale per l’alimentazione dei soggetti celiaci, che spesso faticano ad assumere un quantitativo di fibra sufficiente: con una porzione di miglio, invece, che ne apporta circa 7g, è possibile coprire quasi un terzo della quantità giornaliera rccomandata.

Tra i micronutrienti, i più rappresentati sono il ferro, che permette un corretto trasporto dell’ossigeno da parte dei globuli rossi, e il magnesio, un minerale fondamentale per la funzionalità del cuore, dei muscoli e del sistema nervoso. Rilevante anche il contenuto di vitamine del gruppo B, soprattutto niacina.

Scienza degli alimenti

Grazie al suo elevato apporto di fibra, il miglio possiede un indice glicemico inferiore rispetto ad altri cereali. Per questo motivo gli scienziati stanno studiando l’impiego della sua farina in prodotti che abbiano un ridotto impatto sulla glicemia, adatti quindi anche a soggetti diabetici. Gli esperimenti ad oggi sono ancora in corso, ma i risultati sinora ottenuti sembrano promettenti.